giovedì 16 giugno 2016

Nessun lieto fine

Mi piacciono le storie, quelle narrate dalla viva voce e quelle di carta, dove il gesto di girare la pagina ha il sapore di un rito.

Anima grigia 2.0 è il primo romanzo che ho letto on-line,partecipando all'esperimento della storia aperta, che si è costruita con qualche contributo altro, di linguaggi diversi o di pensiero , alla trama  pensata dall'autore Mauro Tedeschi.  

Superata la fatica di una lettura un po' frammentata rispetto alle mie abitudini (di solito un libro che mi prende lo divoro in un paio di giorni), l'esperienza si è fatta interessante, mano a mano che cresceva la caratterizzazione dei personaggi e la trama diventava avvincente.

Dover aspettare non si sapeva quanto per accedere alla successiva puntata  ha stimolato l'immaginazione, le ipotesi sui possibili sviluppi, il desiderio di un "lieto fine" che  aprisse un orizzonte di speranza per i disgraziati abitanti di Griza, città impantanata nella fitta e oscura trama dei poteri profondi, che non cambiano mai e stritolano inesorabilmente i deboli e gli idealisti.

Il gioco abbastanza esplicito con cui l'autore ha costruito il parallelismo tra Griza e la nostra  Verona ha aggiunto un po' di pepe al tutto: a chi corrisponde la figura del sindaco? e il califfo? e la schiera di cortigiani ammessi alla esclusiva corte del padrone della città? Non semplice, almeno per me, capirlo.
Il protagonista, Angelo Jasmeno, è invece chiaramente la personificazione letteraria dell'autore.

Di puntata in puntata cresce la voglia di tifare per lui, per la sua dirittura morale accompagnata da debolezze umane non nascoste, per la sua resistenza al male un po' dolente e disincantata, ma non per questo meno solida, che affiora con guizzi sorprendenti in uno un po' pigro e sovrappeso come lui. Soprattutto nel finale, quando il garbuglio si srotola in fretta e in modo diverso da quello che mi sarei aspettata.

Non ho gli strumenti per dire se sia pienamente riuscito l'esperimento di costruire una storia arricchita da poesie, canzoni, video in qualche modo assonanti con i momenti della vicenda o con lo stato d'animo del protagonista. Ma Anima grigia 2.0 vale la pena leggerla, assolutamente, magari  per poterne discutere insieme, alla fine.

Anche perché ci vuole coraggio, oggi che il successo si compra con cinquanta sfumature di grigio, a nutrire la propria vocazione narrativa di tensione politica alta; senza che questo invada o strumentalizzi la valenza letteraria. E l'autore, Mauro Tedeschi, di coraggio ne ha.

MARISA SITTA

lunedì 6 giugno 2016

Anima Grigia Remix



L’esperienza della scrittura “aumentata” da ipertesti e assonanze del romanzo digitale “Anima Grigia Remix” si è dimostrata assai gratificante. 

Si è trattato di un lavoro svolto in equipe, una ricerca occhiuta per cogliere aspetti nascosti e sorprendenti della realtà. E’ stato bello mettere in fila diverse forme di espressione, ritrovare nella musica e nelle immagini il giusto contraltare alla sequenzialità della scrittura, trovare il ritmo narrativo nella forma di una sceneggiatura divenuta quasi cinematografica… 

Sì, tutto molto interessante, se il racconto non si fosse trasformato nello specchio di Grimilde, la matrigna di Biancaneve, quello che, suo malgrado, deve dire sempre la verità. 

La nostra storia infatti restituisce l’immagine di una realtà inquietante, di un luogo dove nessuno è esente da colpe e tutti sono, in qualche modo, complici o strumenti di o’Sistema, e il riferimento a "Gomorra" non è puramente casuale... 

Anche se Griza non è Verona, o almeno si spera che non lo diventi mai, forse qualcuno ha intravisto, nell’ovale dello specchio magico, degli elementi familiari e la cosa non gli ha fatto per niente piacere.

Signora, voi siete certamente molto bella ma Biancaneve è mille volte più bella! 

Molti concittadini non sopportano l’idea che si diffonda anche solo il sospetto che la “Città dell’amore” non sia in realtà la più bella del reame, che tutto il make up utilizzato per farla sembrare “capoluogo tranquillo e grazioso” non sia altro che un impasto di fard e ipocrisia. 

Mi dispiace di avere deluso (come sempre) le aspettative di alcuni, anche tra gli amici, di non aver raccontato di un’esotica storia d’amore, o di una vicenda di mafia incardinata nel sud, là dove, secondo i benpensanti, deve essere relegata ogni esperienza sociale negativa. 

Io ho “visto” questa storia a latitudini più prossime, alla fantasia non si comanda, ma alla realtà si dovrebbe ancora meno. 

Se ho parlato male, infatti, dimostratemi dov'è il male. Ma se ho parlato bene, perché non guardarsi allo specchio? Non abbiamo niente da temere, o no?...

p.s. se vuoi appassionarti a questa storia, allora collegati al link blu e richiedi gli accrediti di accesso al romanzo digitale “Anima Grigia Remix” che ti saranno inviati gratuitamente.

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venerdì 29 aprile 2016

Sulla strada dell'Inciucio


Politica e aritmetica fanno rima, ma non sono la stessa cosa.

La bramosia di un briciolo di legittimazione e potere non giustifica il mettersi elettoralmente insieme, seppure con artifici mimetici, a coloro che della vostra città hanno fatto carne di porco.

Hanno i voti e schiere di clienti e vi possono regalare la vittoria. Sì, avete ragione su questo, ma siete lì per migliorare le cose, non per imbalsamarle.

Vi vedo presi dalla trance agonistica dei numeri, e allora cominciate a straparlare di “alternativi e non antagonisti”, “compromessi per la città” o altre formule fantasiose. Ma chiamate le cose con i loro nome: sono solo giochi di potere.

Il punto è che se corteggiate l’incorteggiabile (per le sue frequentazioni), e gli consegnate le chiavi della città con un anno di anticipo, in una situazione dove la stessa commissione antimafia o “avviso pubblico” ci indicano l'altissimo rischio di infiltrazione criminale, significa che avete perso la bussola. E se per dichiarare qualcuno colpevole occorrono tre gradi di giudizio, per capire da chi è meglio tenersi alla larga basterebbe un briciolo di sensibilità politica.

Leggete i giornali indipendenti, documentatevi e se, nonostante tutto, siete disposti a qualunque compromesso pur di “vincere”, sappiate che il “meno peggio” non basta più.

Trovate, e in fretta, una soluzione credibile e indipendente e se questo non è possibile allora significa che la politica è morta, perché essa vive solo di differenze. Se non c’è più alternativa, confronto, se tutti se la intendono con tutti, allora vengono meno gli anticorpi civili e avanza il malaffare.

Purtroppo le persone che pagheranno il prezzo più alto saranno quelle che non hanno amici degli amici nei posti chiave e non potranno scambiare niente se non un misero voto. Che tristezza incontrare una persona e leggerla solo come una X sulla scheda!

So che di fronte alla febbre alta della partitica se si dissente si finisce per divenire un ostacolo, un tronco di traverso sulla strada per il successo finale, una “cosa” da rimuovere.

Pazienza, non siate troppo violenti nel farlo, ma non potevo fare a meno di avvisarvi, finchè siete in tempo e chiedervi di cambiare strada.